Luserna
 

LE OPZIONI

Sul finire degli anni Trenta, in un clima caratterizzato da sempre più ferventi nazionalismi, il Segretario di Stato Buffarini Guido e il console generale tedesco Otto Bene raggiunsero nel giugno del 1939 degli accordi per far si che le popolazioni Sudtirolesi e di madrelingua tedesca residenti in località ormai divenute italiane potessero optare per la Germania. Optare per la Germania voleva dire lasciare la propria terra e le proprie tradizioni, per trasferirsi nelle terre del III Reich, acquisendo così la cittadinanza tedesca. 

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Da subito ci furono i trasferimenti degli optanti Sudtirolesi, e successivamente  furono introdotti nell’accordo anche gli abitanti di  Luserna e della  Val del Mocheni. Venne promesso agli optanti che qualsiasi tipo di immobile o bene di proprietà lasciato in patria, sarebbe poi stato sostituito con altrettanti beni aventi lo stesso valore una volta arrivati in Germania. Gli optanti della comunità cimbra furono 408,  quelli della Val dei Mocheni 830. Wilhelm Luig ( nominato a capo del gruppo per il trasferimento delle due comunità), aveva intenzione di trasferire in blocco i Luserni e i Mocheni nell’autunno del 1941, ma  gli optanti si rifiutarono di partire  durante la stagione invernale, anche per non vanificare le provviste già accumulate per superare l’inverno. Il trasferimento delle due comunità avvenne quindi nella primavera del 1942 e la destinazione fu il campo di Hallein, nei pressi di  Salisburgo. Si generò da subito un clima di malessere, causato anche dalla precaria sistemazione in baracche, che rese necessario nell’estate del ‘42 uno spostamento delle comunità in alcune fattorie nei pressi di Cèske Budèjivice, in Boemia. La situazione tuttavia non migliorò completamente, in quanto tali fattorie furono semplicemente date in gestione, e non cedute in proprietà alle famiglie come promesso; persino i prodotti ricavati non erano proprietà dell’emigrante, ma appartenevano allo stato tedesco.

Budweis  Germania nel 1939

L’8 maggio 1945, dopo tre anni passati in queste località e senza aver ricevuto niente di quanto promesso, 91 Luserni fuggirono dalle fattorie e contando solo sulle proprie forze, dopo un viaggio lungo e molto stressante, nell’estate del 1945,  tornarono a Luserna. Era a questo punto necessario riprendersi le  case lasciate tre anni prima in mano alla Società fiduciaria germanica di Liquidazione di Bolzano. Passati circa quattro anni ( e dopo non pochi intoppi burocratici), le famiglie si riappropriarono di parte dei  propri beni, chiedendo successivamente al Governo tedesco un risarcimento per i danni subiti (per il quale si dovette attendere fino alla metà circa degli anni ’60).

 
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