Luserna
 

Cenni storici

Luserna, un piccolo paesino di montagna a 1333m., localizzato a Sud Est di Trento, rappresenta ormai l’ultima isola dove la lingua cimbra, un antico Bavarese, viene ancora correttamente parlata dal 90% della popolazione.

Panorama di Luserna

 

 Abbiamo notizie (seppur scarse) della presenza di insediamenti in queste alture già in epoca preistorica, grazie ai resti pervenuti da alcune fusioni metalliche risalenti al 1200 a. C. L’origine di quest’isola linguistica va comunque ricercata nelle migrazioni di popolazioni di coloni Bavaresi, che nel decennio 1053/1063 lasciarono le terre del Convento dei Benediktbeuern in Baviera per sfuggire alle carestie, stanziandosi dapprima nei futuri 13 Comuni Veronesi, verso le terre dei Monti Lessini, (Azzarino, Badia-Calavena, Bosco Chiesanuova, Campo Silvano, Cerro, Erbezzo, Rovere, S.Bortolo, S.Mauro di Salino, Selva di Progno, Tavernalo, Val di Porro, Velo Veronese), espandendosi poi nei 7 Comuni Vicentini e colonizzando, nel 1216, autorizzati dal Principe Vescovo di Trento Friedrich von Wangen, anche l’Altopiano di Folgaria e Lavarone. Motivo di questa autorizzazione era la volontà di bonificare e antropizzare questa zona, prevedendo la  costruzione di alcuni masi e la coltivazione di anche  questa parte del territorio. Successivamente alcune famiglie di Lavarone salirono fino a Luserna con il bestiame, fermandosi inizialmente solo nella bella stagione e decidendo poi di rimanervi annualmente, pagando però l’affitto alla parrocchia di Brancafora in Val d’Astico, legittima proprietaria di questa parte di territorio. Luserna ottenne comunque l’indipendenza comunale il 4 agosto 1780, separandosi definitivamente da Lavarone, con la quale formava prima un’unica comunità. Al momento della separazione, Luserna contava circa 250 abitanti, nasceva come pascolo alpino e diventò poi una vera e propria comunità, crescendo fino a raggiungere intorno al 1900 il numero di 1050 residenti. A partire dalla data appena citata e arrivando fino al 1950 ci troviamo di fronte   agli anni più duri, segnati da una drammatica successione di avvenimenti che con il passare degli anni condizionarono pesantemente  la situazione demografica. Risale al 1911 l’incendio che devastò quasi tutto il paese, il quale venne ricostruito poi con l’aiuto del Governo Austroungarico; successivamente l’incontro/scontro tra Regno d’Italia e Impero Austroungarico  nella Guerra  del 1915/1918 vide gli Altipiani come linea di confine e fronte fino al maggio del 1916 e costrinse gli abitanti di Luserna a spostarsi ad Aussig, nella Boemia settentrionale. Le operazioni militari che il Governo guidato da Benito Mussolini intraprese in terra d’Africa nel 1936 condusserogli operai di Luserna a partire per l’Etiopia destabilizzando ancora una volta l’equilibrio della  piccola comunità cimbra. Sul finire degli anni Trenta venne concessa a Luserna la facoltà di opzione: optare significava rinunciare alla propria terra, per trasferirsi nel III Reich, acquistando così la cittadinanza tedesca. Furono 480 i “luserni”  che si dichiararono optanti e il 24 aprile del 1942  partirono così per il campo di Hallein, dove vennero poi sistemati  presso varie fattorie, ottenendo un impiego da salariati.Successivamente fu in particolare l’emigrazione per lavoro e studio a minare la sopravvivenza della comunità che oggi conta poco più di trecento abitanti, anche se dati positivi giungono dall’ultimo censimento demografico effettuato nel 2001, dal quale risulta l’esistenza di  un totale di 862 “cimbri” solo in Provincia di Trento.  

 
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